Freni a secchiello
Italiano > tecniche > Freni a secchiello
Freni a secchiello

Assicurazione con secchiello (Ph. Riccardo Olliveri)
Pur essendo di per se semplici, i freni a secchiello si sono ultimamente moltiplicati al punto che nel mercato alcune compagnie hanno in catalogo anche tre modelli di freno all’aspetto molto simili seppur con caratteristiche differenti. Questo fatto dovrebbe far riflettere sulle molteplici variabili che intervengono nel loro funzionamento e che ne modificano l’azione frenante. Essendo appunto freni si può facilmente intuire che alla base del principio di funzionamento vi sia una dissipazione dell’energia cinetica di caduta tramite lo sviluppo di una forza di attrito causata dallo scorrimento tra la corda i bordi del secchiello e il moschettone con una conseguente produzione di calore. Fin qui si ha un effetto comune in tutti i modelli, ben differente invece può essere il metodo di produrre questo attrito sulla base delle differenti geometrie dell’attrezzo.
Innanzi tutto il secchiello ci piace così tanto perché è l’unico sistema ad oggi che permette la gestione indipendente delle due corde per assicurare il primo di cordata. L’utilizzo del mezzo barcaiolo su due moschettoni distinti è vivamente sconsigliato vista la difficoltà che si ha nel gestire le corde separatamente, mentre passare le due corde insieme può usurare anche marcatamente le calze esterne a causa dei differenti scorrimenti che si hanno durante una caduta. Inoltre il secchiello, a seconda del comportamento dell’assicuratore, può produrre forze frenanti su un vasto range, da 100 daN a quasi 1000 daN così da permettere sia un’efficace azione dinamica che una frenata più immediata e statica a seconda delle necessità richieste da parte del terreno su cui si stia progredendo.
È importante qui ricordare come nella maggior parte delle situazioni sia opportuno prediligere una frenata più dolce con maggior scorrimento per evitare concentrazioni di forze sull’ultima protezione e traumi da impatto al primo di cordata. Altre situazioni impongono invece di poter accorciare il più possibile la caduta per evitare ad esempio cenge o ostacoli. Diventa quindi necessario poter variare l’azione frenante e soprattutto aver confidenza con lo strumento scelto e conoscerlo alla perfezione.
- Caratteristiche

Freno a secchiello ()
È curioso che esista anche un limite superiore per le mezze corde. Mentre infatti è evidente come con una singola, riducendo il diametro diminuisca anche la forza frenante si fa invece meno attenzione al fatto che con due corde i diametri siano limitati verso l’alto per la ragione opposta, quella cioè di creare una frenata troppo rapida con un aumento della forza di arresto sul primo e sull’ultima protezione.
A proposito del secondo aspetto invece va aperta una parentesi sulle tipologie di moschettoni da utilizzare. Più un moschettone e simmetrico e largo nella zona di scorrimento della corda meglio è. Normalmente quindi, a eccezione di particolari indicazioni del produttore, sono consigliati moschettoni HMS a base larga e ovviamente ghiera. Questo in quanto la simmetricità e la larghezza della base servono a impedire sfregamenti e sovrapposizioni tra le due corde, riducendone l’usura e il riscaldamento. Gli HMS inoltre hanno una sezione per lo più circolare e larga che riduce lo schiacciamento della corda e crea un angolo meno acuto e così più facilmente gestibile. È infatti importante che il passaggio intorno al moschettone sia per lo più fluido per evitare che nel dare corda al primo questa si blocchi.
La presenza di fessure sul bordo di entrata, invece, si è dimostrata una soluzione particolarmente vincente. La scanalatura permette una facile dosatura dell’azione frenante semplicemente variando l’angolo di ingresso della corda tenuta in mano. Infatti, aumentando l’angolo, la corda tende a non bloccarsi nella fessura. Chiudendo lentamente questo angolo durante la caduta si va ad aumentare gradualmente la forza frenante grazie al maggior attrito sviluppato nelle pareti della scanalatura con una conseguente dolce decelerazione.
Vi è infine una quarta caratteristica importante, cioè lo schiacciamento della corda. Tra i due occhielli infatti si può avere ho una depressione in cui il moschettone a ghiera tende a infilarsi e andando a comprimere così la corda contro i bordi del cilindro o, come nella maggior parte dei casi, una sorta di flangia che permette di mantenere una distanza minima tra moschettone e bordi riducendo appunto lo schiacciamento. Una riduzione dello schiacciamento apporta un maggior controllo ma richiede che la forza frenante massima possa essere incrementata agendo sulle altre caratteristiche sopraelencate.
Queste sopraelencate sono le caratteristiche che concorrono nel progetto di un secchiello. Alla base di un’efficace azione resta comunque sempre la capacità dell’uomo che deve il più possibile conoscere alla perfezione l’attrezzo utilizzato e il comportamento da tenere nelle differenti situazioni per poi riuscire a mettere in pratica la “teoria”. Sarebbe più che altro opportuno poter esercitarsi nella trattenuta delle cadute, magari sotto la guida di esperti o professionisti utilizzando sempre lo stesso strumento. Un buon esercizio e alla base di un corretto comportamento nelle situazioni limite e sicuramente molti incidenti sarebbero evitati se si iniziasse a lavorare sistematicamente su questi aspetti-









