Valli Biellesi
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Montagne del Biellese (Tike Saab)
Tracciati come l’ Alta Via, che seguono per circa 40 Km la cresta che divide il Biellese dalla Valle di Gressoney, sono percorsi che offrono esperienze uniche nelle Alpi. Sono montagne selvagge, ma a misura d'uomo, dove si può trovare un pò di tutto, dalle vie ben attrezzate agli itinerari d'avventura, alle aree wilderness assolutamente vergini alle ripetutissime vie ferrate.
In inverno le forti precipitazioni nevose ed il particolare clima che trasforma velocemente la neve, ne fanno un vero paradiso per lo scialpinismo, ma anche terreno ideale per praticare interessanti scalate invernali e cascate di ghiaccio.
Le guide alpine di Tike Saab hanno collaborato moltissimo con gli enti locali per lo sviluppo del turismo legato alle attività di montagna, dal 2000 è partito il progetto Alpi Biellesi, nell’ ambito del quale, sono state realizzate tre ferrate; un percorso attrezzato scuola per ragazzini, ragazzi diversamente abili, anziani; è stata attrezzata e segnalata l’ alta Via, un percorso alpinistico di cinque tappe che percorre per 40 km la cresta di confine delle Alpi Biellesi; sono state attrezzate a fix tutte le vie classiche, ed aperte circa una trentina di vie nuove di cui almeno dieci pensate appositamente per uso scuola; sono state attrezzate quattro importanti falesie scuola, di cui una anche con il contributo del Collegio Regionale Guide Alpine del Piemonte; sul fronte della pulizia della montagna sono stati recuperati i circa 3000 metri di cavo della funivia Anticima che giacevano abbandonati sul versante nord del Mucrone, altra operazione importantissima la bonifica dell ex pista anticima con il recupero di tutti i pali e le reti di sicurezza, due operazioni che hanno cambiato il volto della montagna che ha ripreso il suo paesaggio naturale e severo.
Alpi Biellesi Cinque Valli sulle dita di una mano
Il territorio biellese è suddiviso in cinque valli, come le dita della mano, simbolo del turismo biellese . Una mano pronta a condurci alla scoperta di un luogo selvaggio, ma a misura d’uomo, che vogliamo far conoscere e apprezzare a tutti. Una mano che accarezza la roccia, afferra appigli sfuggenti e ci permette di salire sempre più in alto per vedere l'orizzonte che si allarga fino a perdersi nell'infinito. Una mano che può renderci amici tutte le volte che cerchiamo di tenderla e scambiarla con gli altri.
Le dita di questa mano rappresentano ciascuna una Valle: Oropa, Cervo, Elvo, Mosso, Sessera. Accanto alle arrampicate super classiche troveremo moltissime nuove idee che ci porteranno a scoprire angoli segreti di questo particolare massiccio, montagne selvagge per gente civile, posti dove godersi la natura, immersi in un integro ambiente alpino, ma ancora abbastanza vicini alla civiltà.
Il progetto “Alpi Biellesi”, iniziato con la costruzione della ferrata del Limbo nel 2001, è stato quasi portato a termine. Le realizzazioni delle guide alpine di Tike Saab sono state veramente tantissime ed hanno trasformato e ridato vita a questo territorio alpino. Operazioni ecologiche, come il recupero dei cavi dell’ex funivia Anticima e il recupero dei pali e delle reti dell’ex pista Anticima e di tutta una serie di immondizie, che giacevano da anni sulle pendici del Mucrone, sono stati motivo di grande soddisfazione per le guide di Tike Saab che, grazie all’aiuto di sponsor pubblici e privati, hanno potuto ridare, alla conca di Oropa, un aspetto pulito e naturale.
La costruzione delle ferrate “Ciao Miky”, al Mars, e “Nito Staich”, al Tovo, ha reso molto appetibile il nostro territorio tant’è che, negli ultimi anni, non è raro incontrare persone giunte da tutta Europa, oltre a nutriti gruppi dei C.A.I. Lombardi, Liguri e Piemontesi che fanno, delle ferrate, la meta delle loro gite sociali. Un discorso a parte merita il percorso scuola, al lago del Mucrone, creato apposta per avvicinare all’arrampicata i non vedenti, i ragazzi con disabilità, i bambini: questa realtà, al momento tra le prime in Italia, nasce da un’idea di Gianni Lanza ed è stata realizzata dalle guide di Tike Saab grazie al contributo della fondazione Cassa di Risparmio e della ditta Tecnomeccanica Biellese dei Fratelli Ploner.
Il terreno è tipico di montagna e anche le vie, seppur attrezzate con soste e fix inox, mantengono caratte-ristiche alpinistiche e richiedono un po’ di conoscenza tecnica e di esperienza: qui, infatti, non siamo in una palestra di roccia e il sapersi orientare è una prerogativa essenziale!
Alcune vie sono state appositamente aperte come terreno scuola. Non stupitevi se le troverete molto attrezzate: infatti sono pensate per i principianti che iniziano ad arrampicare da capicordata e, crediamo, sia gradevole poterlo fare senza rischiare la pelle. Montagne come l’Argimonia hanno molte vie di questo genere, adatte a corsi e stage anche con ragazzini, la roccia è buona e per far cadere dei sassi dobbiamo proprio essere così disattenti da buttarli giù.
Anche l’alpinismo invernale classico ha alcune belle possibilità così come esistono vie pensate apposta per l’artificiale, genere non molto di moda, ma che può essere interessante conoscere.
Link utili
Sito internet dell'A.T.L. della Provincia di Biella
www.montagnabiellese.com
Informazioni Utili
www.montagnabiellese.com tutto sulle vie e sull’alpinismo nelle Alpi Biellesi
ATL Biella tel. 015 351128 - @mail info@atl.biella.it
www.biellaoutdoor.it
Soccorso alpino tel. 118
Tike Saab scuola di alpinismo delle guide alpine www.tikesaab.com
Agenzia viaggi Scaramuzzi via Italia, n° 11 - Biella
tel. 015 3581211 - @mail agenzia.scaramuzzi@tin.it
Funivie Oropa tel. 015 2455929 - www.funivieoropa.it
Rifugio Coda tel. 015 2562405 - 015 590905
Rifugio Savoia tel. 015 8495131 - cell. 338 6794638
www.rifugio-savoia.it
Rifugio della Vecchia cell. 338 5027668
Rifugio Rivetti tel. 015 2476141
Rifugio Mombarone tel. 015 401960
Capanna Renata tel. 015 20437 – cell. 347 1210675 - 339 3583846
@mail kmpozzo@tiscali.it
Rifugio Rosazza cell. 339 4602133
Rifugio Monte Barone di Coggiola cell. 328 2181617
@mail rifugiomontebarone@libero.it
Atap autolinee tel. 015 8488411 - www.atapspa.it
CAI Biella tel. 015 21234
CASB tel. 015 31465 - @mail casb@libero.it
Santuario d’Oropa tel. 015 25551200 – www.santuariodioropa.it
Storia dell’ alpinismo sulle montagne Biellesi
Le montagne Biellesi, da sempre, sono state percorse lungo i sentieri che, attraverso i colli, collegano le Valli di Gressoney, Champoluc, Alagna e la Svizzera con la pianura Padana. Sentieri che, negli anni pas-sati, hanno visto un fiorente scambio commerciale, attraverso montagne allora molto più abitate e vissute. Le principali cime e creste delle Alpi Biellesi sono state sicuramente salite da pastori e viandanti.
La prima scalata documentata, realizzata con puro intento sportivo, è la via del Canalino al Mucrone salita il 28/6/1909 da Amerigo Boggio Viola, L. Vigliani, F. Bogga, U. Nicodamo, impresa veramente notevole per l’epoca. La via, infatti, presenta difficoltà fino al quarto grado superiore, è esposta e offre poche possibilità di assicurazione. I Carisey, al Mars, sicuramente erano stati saliti in un periodo antecedente, ma non si hanno notizie.
Negli anni ‘40 le pareti biellesi acquistano interesse. I torinesi Lanati e Villa il 28 luglio del 1940 raggiungono il Mucrone; sono stati invitati da Carlo Ramella e, in quella occasione, salgono la parete Piacenza, con difficoltà di quinto grado, su placca verticale ed esposta. Lo stesso Carlo Ramella la salirà il 15 agosto 1942 in arrampicata solitaria. La Piacenza, così chiamata dai tentativi di salirla che fece Mario Piacenza all’inizio del secolo, resterà per molto tempo la più difficile.
Sempre negli anni ‘40 si affacciano sulla scena due guide alpine fortissime ed attive in tutte le alpi occidentali: sono Primo Momo e Bruno Pofi. Tra le loro imprese, la mitica prima ripetizione della parete sud del Cervino mentre, sulle montagne di casa, iniziano un’esplorazione che li porterà ad aprire le vie più classiche, sempre eleganti, su buona roccia ed in totale arrampicata libera. La più bella e ripetuta è la classicissima Via Innominata al Mars: quattrocentocinquanta metri, massimo quarto grado superiore, roccia ottima. Sempre sul Mars saliranno, nel febbraio del 1943, la severa parete nord est; in seguito la 35 al Mucrone, sempre su ottima roccia. Lo spuntone isolato detto “La Mitria” viene salito, con grande intuito, per un bello sperone di centocinquanta metri, sempre su difficoltà di quarto superiore. Nell’estate del 1942 viene salita la via Monformoso, al Mucrone. Questa via è stata da sempre sottovalutata, ma, in realtà, presenta tratti di quinto grado superiore obbligatori con poca possibilità di proteggersi e massima esposizione. Non diventerà mai una classica ma ancora oggi, seppur un po’ addomesticata da qualche fix, non può che destare ammirazione. La collaudata cordata salirà, in prima invernale, nel 1939, il Canalino del Mucrone, ancora oggi considerato una via di misto molto difficile. Sempre degli anni ’40 è la bella e difficile via, di Carlo Ramella e Gianni Miglietti, alla nord dei Gemelli, con una faticosa dülfer di quinto grado superiore.
Dopo i tragici eventi del settembre del ’43 giungerà, fuggiasco da Aosta, il triestino Nito Staich. Allievo del grandissimo Emilio Comici e fortissimo scalatore, porterà elementi innovativi sulle montagne Biellesi, fino ad allora percorse solo da vie in pura arrampicata libera con tracciati sempre alla ricerca dei punti deboli della parete. Nito Staich sceglierà, invece, i tracciati in base all’estetica forzando, in libera ed in artificiale, passaggi fino ad allora nemmeno concepiti, con difficoltà che oggi possiamo tranquillamente valutare vicine al 6°, spesso senza alcuna protezione intermedia (come ad esempio la dülfer dei Gemelli). Le nuove realizzazioni sono lo spigolo nord-est della Mitria, la nord dei Gemelli, il Cossarello, la direttissima alla Piacenza, vie tuttora attuali, ancora severe e bellissime. Tra gli anni ‘50 e ‘60 appare la figura di Piero Gaudino, detto ”Pero quarantenou” per il suo numero di scarpe, che salirà, con il compagno Carlo Crivelli, subito dopo Nito Staich, sulle vie nuove appena aperte e aprirà, a sua volta, altri itinerari sulla nord dei Gemelli, via che presenta passaggi di A4, e al Mucrone, sulla parete Piacenza, la Direttissima di sinistra. Queste vie, per certi versi simili alle precedenti, percorse soprattutto in artificiale, sono però ancora più difficili. Purtroppo sparirà sul Cervino, all’uscita del Rifugio Amedeo, e sarà ritro-vato solamente sei mesi più tardi.
Dopo Nito Staich si affaccia sulle montagne biellesi una generazione di arrampicatori fortissimi che si batteranno, soprattutto, per ripetere le vie già esistenti, ma ammantate di leggenda. In quel periodo il primo exploit, datato 1958, è della guida alpina Vanin Antoniotti che sale, in solitaria invernale, il canalino del Mucrone. Nel ‘63 Renzo Coda Zabetta e Piero Grava salgono lo spigolo della Lavazzey e successivamente, nel ’64, Bruno Tajana e Piero Grava salgono il Dente Della Vecchia. Nel 1968 è la volta della remota parete nord del Monte Rosso del Croso, salita da Renzo Coda Zabetta e Jean Dagostino. Passano una decina di anni e si affacciano sulle Alpi biellesi le nuove generazioni. E’ l’epoca in cui si lasciano gli scarponi e si inizia ad arrampicare con scarpette, imbracature e nuts. La prima via di genere moderno sarà la Sartori-Crotti, alla sud del Mucrone, aperta nel 1973. Nello stesso periodo, Ugo Vialardi e Alessandro Carletto, saliranno la classica della parete sud, che sarà ripetuta in solitaria da Battistella, sempre nel ’73; la guida alpina Ettore Gremmo e Piero Grava, dopo molti tentativi che hanno visto al-l’opera Miller Rava, Alessandro Gogna e Beppe Re, saliranno, sul Mucrone, la repulsiva via Pivano alla parete sud ovest.
Altro cambio di generazione: tocca a Gianni Lanza, nel ’75, la solitaria della nord del Cresto, nel ’76, la solitaria del dente della Vecchia, nel ’77, con Massimo Ciarletti, la Coda del Drago e la nord est della Mitria; sempre nel ’77, con Gabriele Guelpa, la prima invernale della Staich alla nord dei Gemelli. Nel gennaio del ‘78 Boggio, Vialardi, Fezzia e Bocca salgono, in invernale, la Staich al Cossarello. Siamo agli anni ’80 e molti alpinisti cominciano a muoversi sulla montagna biellese. Sempre con concetti di arrampicata classica vengono salite molte nuove vie: Enrico Rosso, Ennio Bruschi e Dino Angiono, con qualche chiodo a pressione e dura scalata libera, salgono la Fasoletti al Mucrone. Sempre Rosso sale la via Mucronomicon alla parete Piacenza, mentre Lanza sale, in solitaria, la Staich alla nord dei Gemelli e la Pivano al Mucrone e apre Antichi Zeiten sulla parete Piacenza, ultima via tradizionale prima dell’avvento degli spit. Al Cossarello, Rosso e Cugnolio, aprono la via Machetto; an-che Cavagnetto e Zoia sono della partita e salgono le improteggibili placche della via Amica. Sull’estrema sinistra del Cossarello passano Moglia, Perino e Longo, mentre ancora Enrico Rosso sale, in solitaria, un’importante variante alla Staich. Sul Rosso del Croso Amabile Ramella e Francesca Ceroni saliranno la via Pascher. Negli anni ‘80 molte saranno le prime invernali: Lanza e Bertagnolio saliranno la Gaudino, la Mucronomicon e la Antichi Zeiten al Mucrone; sempre Lanza e Moglia saliranno, in inverno, sulla Sartori; Rosso salirà in invernale la Pivano e la Direttissima, Amabile Ramella, in solitaria, la Monformoso, mentre Michele Fardo e Comoglio saliranno, in inverno, sulla Miglietti-Ramella, ai Gemelli.
Giunti agli anni ’90, sulle pareti com-paiono i primi spit. Lanza e Bertagnolio salgono lo spigolo del Canalino e, in seguito, la difficile via del Nanni alla Piacenza, che verrà ripetuta, in solitaria, da Luca Formagnana e, in invernale, da Michele Fardo e Fabrizio Franco.
Negli anni 2000 lo spit diventa di normale uso. Erik Hottejan e compagni aprono una bellissima via al Piccolo Cervino, mentre Gianni Lanza, Seba Biolcati, Roby Sellone, Franco Delzoppo, Lele Mosca, Aldo Astrua, Alberto Pezzin, Maura Ramella Paia, Patry Agnani, Massimo Ciarletti, Simo Fallagazet, Roby Detomati, Teo Bizzocchi, attaccano a tappeto: si pensa ad aprire vie gradevoli e ben protette, con una concezione portata verso il piacere dell’arrampicata e la sicurezza. Qui nasce il seme della “montagna per tutti”, che è anche una montagna per menti pulite, spoglia delle assurde competizioni del passato.
Si inizia con due vie sulla Nord della punta Sella, due vie sui Bechit, due vicino alla cresta Carisey e poi, come se ci avessimo preso gusto, avanti con cinque vie sulla remota parete dello Skurz, due sul Mombarone, la Torre del Faggio in Valle Elvo, cinque vie alla cresta dei Cacciatori, la Nord del Mars via del Sessantennio, le vie Oropa e Fontainemore al Monte Rosso, la Nessi e la Welcome to Paradise al Mucrone, la Diagonale al Tovo, cinque vie scuola sull’Argimonia, una via scuola d’artificiale alle cave della Balma. Stefano Perrone sale la difficilissima Gemelli Diversi alla nord dei Gemelli, con Valeria Bruna, e poi la classica parete nord della punta della Vecchia e due difficili vie sulle pareti vicino al Dente della Vecchia.
La Tike Saab guide alpine, su incarico della provincia di Biella apre tre belle ferrate: al Mucrone, al Mars e, l’ultima, al Tovo; attrezza due falesie di monotiri, all’Argimonia ed al Tetto del Lago; traccia e attrezza la spettacolare Alta Via delle Alpi Biellesi, un percorso unico di 40 km, sempre in cresta. Ultima realizzazione il percorso attrezzato scuola, ad Oropa, per avvicinare alla montagna le categorie più deboli.
Itinerari
Mucrone Ferrata del Limbo
E’ la prima ferrata delle Alpi Biellesi: severa nella prima parte, pano-ramica nella seconda. Costruita nel 2001, dalle guide alpine di Tike Saab Gianni Lanza e Carlo Gabasio, è stata una delle prime del Piemonte; si svolge su ottima roccia tra le pareti sud ed est del Mucrone
Accesso: la ferrata si raggiunge seguendo il sentiero D11 che, da Oropa, sale la pista da sci Busancano. Dopo le curve della Z il sentiero si inoltra tra pini mughi, sulla sinistra, e prosegue fino alla baita del “Fatin” (Alpe Bose); oltre, per prati e pietraie, si arriva fino alla base del canale del Limbo che si risale fino alla partenza della fer-rata, in circa 2 ore. L’attacco può essere raggiunto anche dalla sta-zione superiore delle funivie Oropa. Raggiunto il Lago del Mucrone, si reperisce un sentiero che parte dalla sponda sinistra e, con saliscendi su ripidi prati, corde fisse nella stagione estiva, in 45 minuti porta all’attacco della via.
Ferrata del Limbo: la via parte sul lato sinistro della parete Pia-cenza, superando placche verticali di granito compatto. Si sale il pri-mo salto di 120 m, abbastanza verticale con scalette e cavo vita. Qui è possibile una scappatoia sul sentiero del Colle del Limbo. Il secondo salto inizia in un camino, poi esce a sinistra per placche. Il terzo salto è una placca di 60 m che porta al “pont de singe”; dopo il ponte, l’ultimo salto, in 50 m, porta all’uscita della via da cui, in breve, si giunge alla vetta, lungo il sentiero del Limbo.
Dislivello: 300 m
Tempo di percorrenza: ore 2
Difficoltà: difficile
Discesa: dal sentiero della via normale del Mucrone, in 1 ora, al-la stazione superiore delle funivie Oropa.
Equipaggiamento: è obbligatorio l'uso di set da ferrata, imbrago, casco, doppia longe con dissipatore.
Mucrone Canalino
Storica arrampicata, una delle prime vie delle Alpi Biellesi, la via del Canalino presenta un’arrampicata assai tecnica e mai banale.
Storia: il Canalino è stato salito, la prima volta, il 28/6/1909 da Amerigo Boggio Viola con i com-pagni di avventura L. Vigliani, F. Bogga, U. Nicodamo, ricorrendo a tecniche d’incastro e a tutte le manovre all’epoca conosciute. La prima invernale è della guida al-pina Primo Momo con C. Ricaldone e F. Cloro nel 1939. La prima so-litaria invernale è della guida alpi-na Giovanni Antoniotti, nel 1958.
Accesso: dalla stazione superiore funivie Oropa raggiungere il Lago del Mucrone e sulla sponda sini-stra seguire il sentiero che porta alla ferrata del Limbo. Dopo le corde fisse la traccia taglia in leg-gera discesa, passando poco sotto l’evidente partenza del Canalino: ore 0,45.
Via del Canalino: la via del Ca-nalino attacca a destra dell’evi-dente umido canale. Si parte da una placca rossastra e i tiri sono volutamente corti, per evitare ca-dute di pietre e per vedere e sen-tire il compagno. Ha uno sviluppo di circa 250 m ed è attrezzata a fix inox.
Difficoltà obbligatoria: 4b
L1: salire la placca poi un diedro nero verso sinistra, 4c, 30 m
L2: salire a destra del canale per 10 m quindi spostarsi a sinistra e raggiungere la sosta, 3°, 20 m
L3: salire il fondo del canale e sostare a destra, 3°, 30 m
L4: salire su rocce rotte fino alla base di un ripido risalto, 2°, 15 m
L5: salire una placca compatta, il “passo dell’uovo”, e traversare a destra verso una nicchia, 4b, 30 m
L6: salire uscendo a destra, poi diretti in diedro camino, 4c e 3°, 25 m
L7: salire sul fondo del canale 3°, 25 m
L8: salire sul canale che si restringe, 4a, 25 m
L9: salire scavalcando la celebre “pera n’castra’“, 4c, 20 m
L10: salire una parete nerastra a sinistra, da cui si esce a destra, 4c, 20 m
L11: salire sul fondo del canale, passo delle “canne d’organo”, e uscire a sinistra, 4c, 25 m
L12: salire in placca poi a destra, 3°, 20 m
L13: salire seguendo il canale e uscire a sinistra, 3°, 30 m. Da qui, per una breve corda fissa e tracce, su pendii erbosi un po’ verso sinistra, in 15 minuti, si arriva all’uscita del sentiero del Limbo.
Discesa: seguire il sentiero D24 che in 1 ora porta alla stazione superiore funivie Oro-pa.
Equipaggiamento: normale da arrampicata. I tiri non superano i 30 m.
Mars 2600 via Normale da Oropa
La via Normale del Mars è un interessante ed esposto itinerario escursionistico, in parte attrezzato con alcune corde fisse. Si raggiunge partendo dalla stazione superiore delle funivie Oropa seguendo il sentiero D23 che, in ore 1,30, porta al colle di Chardon. Poco prima del colle si sale, con lunghi traversi, al “pas dla crava”, dove si trova una breve corda fissa in discesa. Quindi si prosegue in prossimità della cresta dove alcuni brevi tratti sono attrezzati ancora con corde fisse: dal bivio prima del Colle Chardon ore 1,30.
Equipaggiamento: normale da escursionismo; imbracatura e longe utili.
Discesa: si può effettuare per la stessa via, oppure per la cresta sud fino al Rifugio Coda attraversando così la montagna: molto consigliato.
Mars via Ferrata “Ciao Miki”
La via ferrata rappresenta un divertente itinerario per salire al Monte Mars con un percorso suddivisibile in due gradi di difficoltà: prima parte ferrata impegnativa, seconda parte cresta attrezzata.
La ferrata Ciao Miky, dedicata al nostro amico Michele Fardo, è stata voluta dalla provincia di Biella ed è stata costruita dalle guide alpine di Tike Saab.
Accesso: A. la ferrata si raggiunge partendo dalla stazione superiore delle funivie Oropa seguendo il sentiero D 23 che, in ore 1,30, porta al colle Chardon; B. è possibile partire dalla cima del Monte Camino, raggiungibile in cabinovia. Da qui ci si dirige al colle Barma e, seguendo i segnavia azzurri dell’Alta Via, si raggiunge la cima del Monte Rosso, per la cresta nord, percorrendo alcuni tratti attrezzati con corde fisse; si scende infine la cresta ovest, seguendo sempre i segni rossi, e, dopo aver attraversato un tratto con corde fisse, si giunge, in ore 2, al colle Chardon.
Ferrata Ciao Miky: la via ferrata rappresenta un divertente itinerario per salire al Monte Mars con un percorso suddivisibile in due gradi di difficoltà. Nella prima parte ferrata impegnativa, mentre nella seconda, cresta attrezzata. E' impegnativa ed atletica, anche se il tratto tecnico è piuttosto breve, circa 180 m. Nella parte alta diventa un sentiero attrezzato che, seguendo il filo della panoramica cresta di Chardon, ci porta sulla cima della più alta montagna Biellese. La via parte dal Colle Chardon.
Dislivello: 300 m
Tempo di percorrenza: ore 2
Difficoltà: ferrata impegnativa e verticale nella prima parte, poi sentiero attrezzato.
Discesa: dalla cima del Mars scendere per la via normale. Si incontrano tratti esposti e passi con corde fisse e, in ore 1,30, si torna alla stazione superiore funivie Oropa.
Equipaggiamento: è obbligatorio l'uso di set da ferrata, imbrago, casco, doppia longe con dissipatore.
Mars via Normale dal Rifugio Coda
Bella e panoramica via che offre interessanti scorci sul Cervino e sul Monte Rosa. Dal Rifugio Coda seguire il sentiero che, in breve, porta al Colle Sella; da qui scendere sul versante Valdostano, fino ad una corda fissa, e proseguire per pietraie seguendo la base della cresta Carisey. Risalita una forcella, per placche attrezzate con corde fisse, seguire la cresta con alcuni facili tratti attrezzati fino alla cima: ore 1,30.
Equipaggiamento: normale da escursionismo;imbracatura ,longe utili.
Discesa: si può effettuare per la stessa via, oppure per la via
Mars Cresta Carisey
I Carisey, grande classica delle Alpi Biellesi, presentano un’arrampicata esposta, su cresta di ottima roccia, ben attrezzata con fix inox dalle guide alpine di Tike Saab.
Storia: non si hanno notizie sulla prima salita della cresta, ma sicuramente era già frequentata all’inizio del 1900.
Accesso: dalla stazione superiore funivie Oropa seguire il sentiero per il Rifugio Coda. Oltrepassata la bocchetta del Mucrone si scende in Valle Elvo quindi, con lungo mezzacosta e alcuni tratti ripidi attrezzati con corde fisse, si giunge al “masa pouvr’ om”, una ripida riva che ci porta in prossimità del colle Sella, che si raggiunge verso destra: ore 2. Se si pernotta al Rifugio Coda si può raggiungere il colle in 10 minuti.
Cresta Carisey: l’attacco si trova pochi metri a destra del colle. Sulla via sono presenti alcuni fix inox per assicurazione. Lo sviluppo è di circa 450 m. Si consiglia di legarsi sui 20 m e fare tiri corti.
Difficoltà obbligatoria: 3°
Salire la cresta per circa 80 m, 2°, un passo di 3°, giungendo su un dente che si scende dall’opposto versante per un camino, 3° (possibile calata). Seguire la cresta fino ad una fessura ascendente a sinistra che si sale in dülfer, 3°, quindi, per facili placche, giungere alla punta Amici. Scendere un facile gradino e seguire un tratto di sentiero. Qui la cresta torna ad essere affilata ed esposta; continuare con alcuni saliscendi, 2° e 3°, fino ad un punto di sosta che si affaccia su di un salto verticale che si scende, 3°, passo dell’inginocchiatoio. Rimanere ancora in prossimità della cresta che diventa erbosa e porta alla base di un salto che si sale, con passaggi di 3°, giungendo ad una piattaforma alla base del caratteristico dado di pietra. Salire il salto al centro, 4a, giungendo alla cima di un gendarme ove è posta una Madonna di gesso. A sinistra variante della fessura, 5a, a destra variante pas dal bargè, 4c. Seguire sempre la cresta sul filo: superato il passo della schiena d’asino, 2°, si raggiunge un colletto dove si incontrano le corde fisse del sentiero che sale dal Rifugio Coda. Seguire il sentiero attrezzato con corde fisse che, in circa 1 ora, porta alla cima del Mars.
Discesa A: dalla cima del Mars seguire il sentiero in direzione est, D23 che, in 2 ore, porta al Lago del Mucrone.
Discesa B: dalla cima del dado calarsi con una doppia, di circa 12 m, e scendere un canale franoso che porta al sentiero per il rifugio Coda: ore 1.
Attenzione al canale: pericolo di scariche di sassi!!!
Discesa C: dalla cima del dado doppia di 12 m poi tre doppie da 30 m lungo la via sul versante valdostano; soste attrezzate con catene. Questa soluzione è certamente più sicura del canale franoso!
Discesa D: dal colletto delle corde fisse scendere sul versante Valdostano e seguire il sentiero per il Rifugio Coda, ore 1.
Equipaggiamento: normale da arrampicata.
Tetto del Lago
Il Tetto del Lago è un interessantissimo complesso scuola con varie attività: un muro artificiale, una ferrata scuola, due vie di 3 tiri e relative calate, 15 monotiri, un tetto da superare in artificiale. Il sito è stato attrezzato grazie al contributo del Collegio Regionale Piemontese delle guide alpine. Data la vicinanza al rifugio Savoia ed alla funivia, risulta essere una comodissima palestra ideale per corsi. Tutte le vie sono attrezzate con resinati, catena e moschettone alle soste.
Percorso scuola
Breve ferrata che ha la caratteristica di svolgersi perlopiù in orizzontale facendo in modo che, chi la percorre, resti quasi sempre assicurato dall’alto. Viene molto utilizzata per corsi di formazione per persone con disabilità, ma è anche adattissima per l’avvicinamento alla montagna di bambini e ragazzini.
Monotiri
Sulla parete del Tetto del lago ci sono 15 monotiri dal 3° al 6c.
Parete attrezzata della cabinovia
Muro d’arrampicata attrezzato sulla stazione della cabinovia Monte Camino: 4 tiri, ideali per insegnamento.
Via zio Carlo
breve via di tre corti tiri, completamente attrezzata a fix; difficoltà massima 6b (6a).
Via zio Gianni
Breve via di tre corti tiri, completamente attrezzata a fix; difficoltà massima 6a (5c).
Tovo 2230 Ferrata “Nito Staich”
La ferrata Nito Staich è stata realizzata dalla provincia di Biella, su idea delle guide alpine di Tike Saab, che l’hanno costruita. Il progetto è stato realizzato dal geometra Sebastiano Biolcati; il materiale e gli infissi sono stati forniti dalle ditta Raumer di Schio (Vicenza) e Tecnomeccanica Biellese di Camburzano (Biella). Il materiale utilizzato è in acciaio inox e il tracciato è stato studiato al fine di provocare il minor impatto ambientale possibile. Infatti, dal basso, la via è praticamente invisibile.
Difficoltà: ferrata difficile, che richiede conoscenza delle basilari tecniche alpinistiche e buon alle-namento fisico.
Dislivello: circa 160 m
Sviluppo: circa 300 m
Avvicinamento: da Biella salire in auto ad Oropa e percorrere la strada per la galleria Rosazza. Passata la cascina Nocca salire un primo tornante; al secondo, par-cheggiare nei pressi di un rudere, chiamato Delubro. Salire la strada sterrata della Pissa; appena ol-trepassata una cappelletta, segui-re una disagevole traccia su pie-traia (cartello indicatore) e rag-giungere la partenza della via: ore 0,40.
Ferrata “Nito Staich”
1° tratto “Salto del pilone”: placche e traversi conducono al pilone della vecchia funivia sul quale si risale. Per pont des singes si raggiunge la parete, dalla parte opposta, fino ad un tratto su erba.
2° tratto “Parete rossa”: salire la faticosa parete verticale, seguire il cavo e raggiungere la spalla a metà via. Da qui esiste una possibilità d’uscita ed è possibile ridiscendere per prati a sinistra.
3° tratto “Tor fourà”: è il tratto più difficile, per muri e placche al 2° pont des singes.
4° tratto “Parete terminale”: un tratto facile poi un breve strapiombo e finalmente la cima: ore 1,30.
Discesa: scendere su facile sentiero, segnato con bolli rossi, sul versante opposto a quello di salita in ore 0,40.
Equipaggiamento: è obbligatorio l'uso di casco, doppia longe con dissipatore, imbraco.
Monte Tovo via Coda del Drago
Questa storica via sul Monte Tovo è una bella arrampicata libera. L'itinerario è stato ripreso e chiodato a fix inox, con canoni moderni, da Sergio Colpo e Gianni Lanza. Il percorso è una divertente arrampicata su ottima roccia.
Storia: salita nel dicembre 1978 da Gianni Lanza e Massimo Ciarletti con scarsissimo uso di chiodi: non più di 8, soste comprese. La via, nell'ultimo tiro, superava un tetto orizzontale inciso da una larga fessura. Ora si esce dalla ben più facile variante a sinistra.
Accesso: da Oropa prendere la strada per la galleria Rosazza e lasciare l’auto ai ruderi del tempietto denominato Delubro. Salire a piedi, per circa 30 minuti, la strada della Pissa, come per la ferrata Nito Staich. Dopo un evidente canale, reperire, a destra, una traccia, segnata con ometti di pietra, che porta all'attacco della parete, ben visibile dalla strada: ore 0,45.
Via Coda del Drago: la struttura è una specie di cresta con tre salti rocciosi. La via è attrezzata a fix inox ed ha uno sviluppo di circa 150 m.
Difficoltà obbligatoria: 4c
Primo Salto: presenta tre possibilità L1: 4a, 25 m, a destra; L1: 5a, 25 m, al centro; L1: 5c, 15 m, L2: 5c, 12 m, a sinistra via originale;
Secondo salto: L1: spigolo destro del secondo torrione, 3°, 4a, 30 m
In basso a sinistra variante Conte Rosso, L1: 5b, 20 m, L2: 5a, A0, 15 m
Terzo Salto:
L1: cresta con un breve passaggio in discesa in cui è utile una staffa 3°, 30 m
L2: proseguire in cresta, 3°, 30 m
L3: variante Conte Rosso, salire la parete rossastra e verticale, 4c, 15 m
L4: salire lo spigolo, 4c, 15 m
Discesa: doppia da 30 m dall'ultima sosta poi, a piedi per ripidi prati, si raggiunge il sentiero di salita: ore 0,20.
Equipaggiamento: normale da arrampicata.
Gemelli Parete Nord via Staich
La Staich, sulla nord dei Gemelli, è stata considerata, per moltissimo tempo, la più difficile via di arrampicata delle Alpi Biellesi. Anche se breve, l’impegno è sostenuto e richiede esperienza, abitudine all’esposizione e allo strapiombo.
Storia: la prima salita è opera di Nito Staich nel 1958 ed è un vero capolavoro di scalata artificiale con una durissima dülfer in libera. Prima invernale Gianni Lanza con Gabriele Guelpa il 23 e 24 dicembre 1977; prima solitaria Gianni Lanza il 28 Settembre 1983. Una frana ha cancellato completamente il primo tiro rendendola impraticabile. Nel 2008 Gianni Lanza, Roby Sellone e Seba Biolcati hanno attrezzato una variante a sinistra del grande crollo.
Accesso: la via si raggiunge partendo da Piedicavallo e seguendo il sentiero E60 per il Rifugio Rivetti. Giunti all’alpe Lavazzey abbandonare il sentiero e salire direttamente per ripidi prati verso il canale che porta alla forcella dei Gemelli. Da qui traversare 50 m sul versante valdostano giungendo alla base della parete: ore 3.
Via Staich: la via attacca a sinistra di un diedro grigio, chiuso da un tetto,
che, in parte, è franato. Sviluppo circa 100 m; completamente riattrezzata a fix.
Difficoltà obbligatoria: 5c, A2
L1: A2e, 30 m
L2: 5a, 6c, A2e, 30 m
L3: A2e, 6c, 15 m
L3 bis: tiro che permette una uscita più facile verso sinistra, A1e
L4: 6a, A1e, 15 m
Discesa: per la via normale del Gemello grande: ore 2,30 a Piedi-cavallo.
Equipaggiamento: da scalata artificiale, 12 rinvii, friends fino al 2 BD, staffe. I tiri non superano i 30 m.
Becca di Lavazzey via Walter
Breve ma, comunque, bella e verticale, la via Walter ricorda certe ar-rampicate dolomitiche: assolutamente da provare.
Storia: prima salita Piero Grava e Renzo Coda Zabetta 26 maggio 1963; prima invernale Piero Perona e C.
Accesso: la via si raggiunge partendo da Piedicavallo e seguendo il sentiero E60 per il Rifugio Rivetti. Giunti all’alpe Lavazzey abbandonare il sentiero e salire direttamente, per ripidi prati, fino alla base della parete; da Piedi-cavallo: ore 2,15.
Via Walter: attacca la parete, a destra di un diedro. Arrampicata mista, libera e artificiale; sulla via le soste sono attrezzate a fix e sono presenti alcuni fix salvavita lungo i tiri.
Difficoltà obbligatoria: 5a
L1: 4a, 5a, 30 m
L2: 6a, A2, 15 m
L3: 5a, 15 m
L4: 5b, 20 m
Discesa: due doppie da 30 m a lato della via, oppure a piedi per ripidi prati.
Equipaggiamento: normale da arrampicata, 2 staffe, friends fino al 2 B.D.
Argimonia via SK2
Facile arrampicata ad uso scuola, sale per placche, raccordate da brevi tratti su prato. Utile per formare gli alpinisti, non solo tecnicamente nelle manovre di corda, ma anche su come ci si muove in montagna.
Storia: la SK2 è stata salita il 10 marzo 2007 da Simo Falla Gazet, Laura Pasero, Marco Rolando, con la guida di Tike Saab Gianni Lanza
Accesso: A. Da Biella risalire la Valle Cervo. A Valmosca deviare verso Bielmonte. Raggiunto il piazzale scendere verso Trivero e parcheggiare tra le due gallerie. B. Da Cossato salire a Trivero, proseguire per la panoramica Zegna e parcheggiare tra le due gal-lerie. Reperire il sentiero, segnato con bolli rossi ed ometti, e attac-care la via sulle placche a destra della Plus facile: 20 minuti.
Via SK2: la via sale per placche inclinate inframezzate da tratti di prato. Si percorre tranquillamente in scarponi mentre le scarpette da arrampicata possono essere utili ma, non indispensabili. Sviluppo circa 240 m, interamente attrezzata a fix inox.
Difficoltà obbligatoria: 3°
L1: placca abbattuta, 3°, 30 m
L2: saltino verticale poi placca, 4c, 30 m
L3: placca, 3°, 30 m
L4: traverso a destra su erba, 30 m
L5: placca, 3°, 30 m
L6: spigolo arrotondato, 3°, 30 m
L7: saltini, 2°, 30 m
L8: traverso a destra su erba, 30 m
L9: placche, 3a, 30 m
Discesa: seguire la cresta verso Biel-monte. Ad un colle con ripetitore scen-dere sul versante sud fino alla strada: ore 0,30.
Equipaggiamento: normale da arrampicata, la via è interamente attrezzata a fix inox.
Per un informazione più completa sulle vie guardate www.montagnabiellese.com oppure cercate il libro "montagna per tutti " 135 vie sulle Alpi Biellesi, reperibile alle funivie oropa









